Un nuovo traguardo: una “nuova” stella Be.

Siamo felici ed entusiasti di raccontarvi un risultato che ci riempie di orgoglio: grazie ai dati raccolti dal nostro Osservatorio Astronomico Margherita Hack, la stella TYC 2151-2430-1 è stata ufficialmente confermata come stella di tipo Be ed è entrata a far parte del catalogo internazionale BeSS, il database di riferimento mondiale per questo genere di oggetti.

Cos’è una stella Be, e perché è così speciale

Le stelle di tipo Be appartengono alla classe spettrale B — quindi stelle calde e massicce, con temperature superficiali che vanno indicativamente dai 10.000 ai 30.000 gradi Kelvin — a cui si aggiunge una “e” che sta per emission, emissione. È proprio questa lettera a renderle un caso a parte rispetto alle comuni stelle B.

Il tratto distintivo di questi astri è la velocità di rotazione: ruotano su se stesse a un ritmo vertiginoso, in alcuni casi vicino al limite critico oltre il quale la stella si disgregherebbe per effetto della forza centrifuga. Questa rotazione estrema, insieme ad altri meccanismi ancora oggetto di studio — come pulsazioni non radiali della superficie stellare o l’influenza di deboli campi magnetici — espelle materia dall’equatore della stella, che va a formare un disco di gas circumstellare. È importante chiarire che non si tratta di un disco di accrescimento, come quello che si osserva attorno ai buchi neri o alle stelle in formazione: qui il gas viene “sparato via” dalla stella stessa, non catturato dall’esterno; per questo gli astrofisici parlano di disco di decrezione.

Questo disco è la chiave dello spettacolo che osserviamo dalla Terra. Nelle stelle normali, l’idrogeno negli strati esterni assorbe parte della luce proveniente dagli strati più interni, producendo le classiche righe scure di assorbimento nello spettro. Nelle stelle Be, invece, la radiazione ultravioletta emessa dalla stella viene assorbita dal disco di gas circostante e in parte riemessa a lunghezze d’onda visibili, dando origine a vere e proprie righe di emissione, cioè picchi di luce anziché avvallamenti. Le più significative sono quelle della serie di Balmer dell’idrogeno, in particolare l’H-Alfa (a 656,3 nanometri) e l’H-Beta, che spesso mostrano un caratteristico profilo a doppio picco dovuto alla rotazione del disco stesso: una metà del disco si avvicina a noi, l’altra si allontana, e l’effetto Doppler separa le due componenti della riga.

Le stelle Be non sono oggetti statici: il disco può crescere, dissiparsi e riformarsi nel corso di mesi o anni, rendendo queste stelle dei laboratori naturali di variabilità stellare (gli astronomi le classificano, a seconda del comportamento, come variabili di tipo Gamma Cassiopeiae o Lambda Eridani). Osservarle nel tempo, spettro dopo spettro, è l’unico modo per cogliere questi cambiamenti.

Il nostro contributo dall’Osservatorio Hack

La stella TYC 2151-2430-1 si trova nella costellazione del Cigno, alle coordinate (J2000) AR 19h 44m 38,5s e Dec +29° 43′ 44″. Con una magnitudine visuale di circa 11,3 non è visibile né a occhio nudo né con un piccolo binocolo, ma rientra perfettamente nella portata degli strumenti del nostro Osservatorio. Era sospettata da tempo di essere un’emettitrice, ma mancava una conferma spettroscopica definitiva. Utilizzando il telescopio C14 del nostro Osservatorio Astronomico Margherita Hack, equipaggiato con lo spettrografo Alpy 600, abbiamo acquisito un nuovo spettro che ha mostrato in modo inequivocabile un’intensa attività di emissione sia sulla riga H-Alfa che sulla H-Beta: esattamente la firma spettrale che caratterizza le stelle Be.

Abbiamo quindi inviato i dati e una breve analisi alla Dott.ssa Coralie Neiner, ricercatrice dell’Osservatorio di Parigi e punto di riferimento mondiale per la spettroscopia delle stelle Be, nonché tra le fondatrici del database BeSS. Nel giro di pochi giorni è arrivata la conferma che aspettavamo: il nostro spettro forniva la prova definitiva che mancava. La stella è stata così inserita nel database ufficiale BeSS (Be Star Spectra), il catalogo di riferimento utilizzato dagli astronomi professionisti di tutto il mondo per lo studio di questa classe di oggetti.

Un database costruito insieme agli astrofili

Il BeSS non è un archivio chiuso agli addetti ai lavori: è, fin dalla sua nascita oltre un decennio fa, un progetto pensato esplicitamente come collaborazione fra ricerca professionale e astronomia amatoriale. Oggi raccoglie oltre 170.000 spettri relativi a più di 2.300 stelle Be, contribuiti da circa 150 osservatori sparsi nel mondo, in gran parte gestiti da appassionati dotati di strumentazione amatoriale avanzata. Questi dati non restano semplici numeri in un database: sono già stati utilizzati in oltre settanta pubblicazioni scientifiche, a dimostrazione di quanto la spettroscopia amatoriale possa integrarsi concretamente con la ricerca professionale, colmando quella copertura osservativa continua che nessun singolo osservatorio professionale potrebbe garantire da solo, semplicemente perché le stelle Be vanno monitorate nel tempo e i telescopi di classe professionale hanno agende sempre affollate.

È proprio questo il valore del nostro risultato: non una scoperta isolata, ma un tassello che si aggiunge a un mosaico osservativo internazionale, costruito notte dopo notte da chi guarda il cielo per passione. Vedere il lavoro svolto dal nostro Osservatorio riconosciuto e integrato nella ricerca scientifica ufficiale è una soddisfazione enorme, e la conferma che l’astronomia amatoriale, quando fatta con rigore, può davvero fare la differenza.

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