Siamo una delle più antiche associazioni di astrofili d’Italia. Dagli osservatori dei nostri soci misuriamo asteroidi, stelle variabili, pianeti extrasolari e spettri stellari — e portiamo il telescopio in piazza ogni volta che possiamo.
Generazioni di ricercatori hanno sempre seguito poche e semplici regole. Verificare le teorie attraverso esperimenti ed osservazioni, sviluppare solo quelle che superano le verifiche, ed abbandonare le altre. Seguire le prove ovunque conducano, pronti a mettere in discussione tutto. Accettate queste regole e l’universo è vostro!
𝐔𝐍𝐀 𝐍𝐎𝐕𝐀 𝐂𝐇𝐄 𝐂𝐀𝐌𝐁𝐈𝐀 𝐕𝐎𝐋𝐓𝐎 𝐈𝐍 𝟏𝟎 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐈 — 𝐍𝐨𝐯𝐚 𝐕𝟎𝟒𝟖𝟖 𝐒𝐚𝐠𝐢𝐭𝐭𝐚𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔Il primo grafico mostra lo spettro della V0488 Sge che abbiamo ripreso stanotte.Il secondo grafico, che è forse quello più interessante, confronta tre spettri della stessa nova, V0488 Sge, ripresi da noi con il Celestron 14" e lo spettrografo Alpy 600 dell'Osservatorio Astronomico "Margherita Hack" in 𝙩𝙧𝙚 𝙣𝙤𝙩𝙩𝙞 𝙙𝙞𝙫𝙚𝙧𝙨𝙚: 26 𝙖𝙜𝙤𝙨𝙩𝙤, 29 𝙖𝙜𝙤𝙨𝙩𝙤 𝙚 5 𝙨𝙚𝙩𝙩𝙚𝙢𝙗𝙧𝙚 2026.Guardate cosa succede alla 𝐫𝐢𝐠𝐚 𝐇α (la grande riga intorno ai 6563 Å): 𝐢𝐧 𝐚𝐩𝐩𝐞𝐧𝐚 𝟏𝟎 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐧𝐬𝐢𝐭à 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝟒𝟎 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞! Non sembra un errore di misura: lo stesso comportamento si vede anche su Hβ, la riga "gemella" più a sinistra nel grafico.Cosa sta succedendo? Nei primi giorni dopo l'esplosione, la nova è avvolta da un guscio di gas ancora denso, che si comporta quasi come una superficie stellare in espansione: assorbe parte della propria luce, producendo il caratteristico "effetto P Cygni" (un piccolo avvallamento appena prima del picco, visibile nello spettro del 26 agosto).𝑪𝒐𝒏 𝒊𝒍 𝒑𝒂𝒔𝒔𝒂𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒊 𝒈𝒊𝒐𝒓𝒏𝒊, 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒈𝒖𝒔𝒄𝒊𝒐 𝒔𝒊 𝒅𝒊𝒓𝒂𝒅𝒂, 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒏𝒕𝒂 𝒕𝒓𝒂𝒔𝒑𝒂𝒓𝒆𝒏𝒕𝒆, 𝒆 𝒊𝒎𝒑𝒓𝒐𝒗𝒗𝒊𝒔𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒊𝒂𝒎𝒐 "𝒗𝒆𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒏𝒕𝒓𝒐" 𝒍𝒂 𝒏𝒖𝒃𝒆 𝒅𝒊 𝒈𝒂𝒔 𝒊𝒏 𝒆𝒔𝒑𝒂𝒏𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆: è la sua emissione, ora libera di raggiungerci da ogni direzione, a dominare lo spettro. Ecco perché la riga Hα si gonfia così tanto, e perché il suo picco si sposta progressivamente da una leggera dominanza blu (gas che si avvicina a noi) verso una posizione più centrata/rossa (l'intero guscio, comprese le parti che si allontanano, diventa visibile). ...
🌟 𝐒𝐩𝐞𝐭𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐮𝐩𝐞𝐫𝐧𝐨𝐯𝐚 𝐒𝐍 𝟐𝟎𝟐𝟔𝐚𝐚𝐢𝐯 𝐢𝐧 𝐍𝐆𝐂 𝟕𝟑𝟑𝟏Nella notte del 4 settembre abbiamo puntato lo spettrografo Alpy 600 (sul C14 dell'Osservatorio "Margherita Hack") verso NGC 7331, in Pegaso — la galassia spesso definita "gemella" della nostra Via Lattea — per catturare lo spettro della 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐧𝐨𝐯𝐚 𝐒𝐍 𝟐𝟎𝟐𝟔𝐚𝐚𝐢𝐯, scoperta pochi giorni prima da ATLAS.Lo spettro non mostra righe in emissione, ma ampie bande di assorbimento: il profilo classico di una supernova di Tipo Ia, l'esplosione termonucleare di una nana bianca. La firma più chiara è la banda di Si II a 6355 Å, spostata verso il blu di circa 13.500 km/s: 𝐥𝐚 𝐟𝐨𝐭𝐨𝐬𝐟𝐞𝐫𝐚 𝐢𝐧 𝐞𝐬𝐩𝐚𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐧𝐨𝐯𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐢 𝐚 𝐩𝐢ù 𝐝𝐢 𝟏𝟑.𝟎𝟎𝟎 𝐤𝐦 𝐚𝐥 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨! La parte più bella è arrivata rimisurando con cura anche le altre bande diagnostiche (Si II 5972 e il complesso S II): le velocità decrescono in modo ordinato proprio come previsto dalla fisica delle SN Ia, offrendo una conferma indipendente della misura principale.E non finisce qui: confrontando i nostri dati con le classificazioni professionali depositate nei giorni successivi alla scoperta sul Transient Name Server e con un fit a template spettrali (che ha trovato come miglior corrispondenza la storica SN 1994D), sono arrivate due conferme indipendenti: la classificazione a Tipo Ia e — soprattutto — la fase evolutiva, circa 10 giorni prima del massimo di luce.Vedere una misura amatoriale trovare così tanti riscontri nei dati professionali è la parte più bella di questo hobby. 🔭✨ ...
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