Dove sono i satelliti di Giove notte per notte, quando passano davanti al pianeta con la loro ombra e quando la Grande Macchia Rossa attraversa il meridiano centrale.
Il disegno ha il nord di Giove in alto e l’est celeste a destra. Al telescopio l’immagine è rovesciata o specchiata a seconda dello strumento: i due pulsanti la fanno corrispondere a quello che vedi davvero all’oculare.
| Ora | Satellite | Fenomeno | Giove |
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Tocca una riga per vedere quel momento nel disegno qui sopra.
La Macchia Rossa deriva lentamente in longitudine, di qualche grado all’anno, quindi questo valore va aggiornato ogni tanto: lo trovi nelle effemeridi della sezione Giove della British Astronomical Association o nel database JUPOS. Un errore di 5° sposta il transito di circa 12 minuti.
Satelliti. Le posizioni dei quattro satelliti medicei sono calcolate rispetto al centro di Giove e proiettate sul piano del cielo, tenendo conto del tempo che la luce impiega ad arrivare fino a noi e dello schiacciamento del pianeta. Le distanze nel grafico sono espresse in raggi equatoriali di Giove, cioè 71 492 km.
I quattro fenomeni. Nel transito il satellite passa davanti al disco, ed è difficile da vedere perché si confonde con le nubi. L’ombra che proietta sul pianeta è invece un dischetto nero ben visibile anche in strumenti modesti: è il fenomeno più spettacolare. Nell’occultazione il satellite scompare dietro il pianeta; nell’eclisse entra nel cono d’ombra di Giove e si spegne restando fuori dal disco, a volte in pochi minuti sotto gli occhi dell’osservatore. Prima dell’opposizione ombra ed eclisse precedono transito e occultazione, dopo l’opposizione avviene il contrario.
Macchia Rossa. Giove non ruota tutto insieme: la fascia equatoriale è più veloce del resto. Per questo si usano due sistemi di longitudine, il I per l’equatore e il II per le medie latitudini, dove si trova la Macchia. Il transito al meridiano centrale è l’istante in cui la Macchia è al centro del disco; è ben osservabile per circa un’ora prima e un’ora dopo. Il calcolo della rotazione segue il modello IAU ed è stato confrontato con l’algoritmo di Jean Meeus, con differenze di circa un decimo di grado.
Calcoli eseguiti nel tuo browser con la libreria Astronomy Engine di Don Cross (licenza MIT).
Uno strumento dell’Associazione Astrofili Fiorentini.