Converte i tempi di osservazione in giorno giuliano eliocentrico e baricentrico, la scala richiesta da chi misura curve di luce, transiti di esopianeti e stelle variabili.

La correzione dipende quasi tutta dalla posizione dell’oggetto: un errore di un grado sposta i tempi al massimo di una decina di secondi, quindi le coordinate del catalogo bastano e non serve tenere conto del moto proprio. I pulsanti qui sopra servono per una prova rapida: per il lavoro serio incolla le coordinate prese da SIMBAD o dall’effemeride che stai usando.

La posizione sulla Terra conta solo a livello di millisecondi: se lavori al secondo puoi lasciare i valori come sono.

BJD in TDB
lo standard per transiti e curve di luce
HJD in UTC
la scala usata dalla letteratura più vecchia

Tutte le scale

Da dove viene la correzione

Come sono calcolati i dati

Perché serve. La Terra gira attorno al Sole, quindi la sua distanza da una stella cambia durante l’anno di due unità astronomiche: la luce impiega fino a 16,6 minuti in più o in meno ad arrivare. Se confronti un minimo di variabile misurato a gennaio con uno misurato a luglio senza correggere, sbagli il periodo di sedici minuti. Riportando i tempi al centro del Sole, o meglio al baricentro del sistema solare, l’effetto sparisce.

Il termine principale è il ritardo di Rømer, cioè la proiezione del vettore osservatore-baricentro sulla direzione dell’oggetto, divisa per la velocità della luce. Vale al massimo 499 secondi e dipende quasi solo da dove si trova l’oggetto in cielo e dal giorno dell’anno.

Eliocentrico o baricentrico. L’HJD riporta i tempi al centro del Sole, che però si muove attorno al baricentro comune con Giove e Saturno di quasi due raggi solari: fra HJD e BJD ci sono fino a quattro secondi di differenza, che è molto più della precisione con cui oggi si misura un transito. Per questo la pratica moderna usa il BJD, e nella scala TDB anziché UTC, che è discontinua per via dei secondi intercalari. Se pubblichi dati, dichiara sempre quale delle due stai usando.

Che cosa è compreso. Ritardo di Rømer rispetto al baricentro e al centro del Sole, posizione dell’osservatore sulla superficie terrestre, conversione fra UTC, TT e TDB con la tabella dei secondi intercalari aggiornata al 2017, e ritardo di Shapiro dovuto al campo gravitazionale del Sole. Restano fuori il moto proprio e la parallasse dell’oggetto, trascurabili per questo scopo. La precisione attesa è di pochi millisecondi, ampiamente sufficiente per la fotometria amatoriale.

Calcoli eseguiti nel tuo browser con la libreria Astronomy Engine di Don Cross (licenza MIT), che fornisce le posizioni della Terra rispetto al baricentro del sistema solare.

Uno strumento dell’Associazione Astrofili Fiorentini.